Lo scopriamo assieme a Coffee Hat, specializzata nella commercializzazione degli specialty coffee in capsula.

Lo consumiamo quotidianamente, eppure spesso di lui sappiamo ben poco. Di cosa stiamo parlando? Del caffè, che appena suona la sveglia o dopo la pausa pranzo ci appare come un bene irrinunciabile. Ma noi cosa conosciamo di tutto ciò che accade prima della tazzina servitaci al bancone del bar o del gorgoglio della moka sui fornelli di casa? Scopriamolo insieme.

Prima di tutto, il caffè deriva dai semi delle piante del genere Coffea, appartenenti alla famiglia delle Rubiacee.

Le più rilevanti sono però solo quattro:

  • Arabica,
  • Robusta,
  • Liberica,
  • Excelsa.

La sola Arabica, di cui a sua volta esistono numerose varietà, rappresenta i due terzi della produzione mondiale. Il caffè Arabica ha un livello di caffeina inferiore rispetto agli altri tipi più diffusi, è molto aromatico, dolce e caratterizzato anche da una leggera acidità.

Dalla Coffea Robusta invece, scoperta per la prima volta in Congo, si ricava un caffè più corposo e con un un livello di caffeina più elevato.

LAVORAZIONE DEI CHICCHI DI CAFFE’

A questo punto scopriamo brevemente cosa avviene nelle fasi di lavorazione dei semi di caffè.

Sono due le tecniche più utilizzate per estrarre i chicchi dal frutto:

  • il metodo “naturale”;
  • Il metodo “umido” o “lavato”;
  • Il metodo semi-lavato o “honey”.

Il primo prevede che le drupe (i frutti) siano lasciate al sole fino a completa essicazione. A quel punto il guscio viene rotto e da ogni frutto si estraggono i due chicchi presenti al suo interno.

Con il metodo lavato invece, i frutti vengono spolpati e riposti in delle vasche piene d’acqua. I residui di polpa fermentano e così restano solo i chicchi. Dopo questa fase vengono lavati, essiccati e infine decorticati.

Il metodo “honey” è una via di mezzo tra i primi due, nel quale le drupe vengono spolpate come nel metodo “Lavato”, ma viene lasciato lo strato interno di mucillagine sul chicco, che viene poi fatto asciugare al sole con questo strato ancora sul pergamino.

Ognuno di questi metodi conferirà al caffè delle note di gusto diverse: il metodo “naturale” accentuerà le caratteristiche di dolcezza e corposità, il metodo “lavato” ci restituirà una tazzina equilibrata e aromatica, mentre con il metodo “honey” si avrà un caffè con note dolci che ricordano il miele, un buon equilibrio tra dolcezza, acidità e aromaticità.

Terminata l’essiccazione il caffè verde è pronto per la tostatura: all’interno della tostatrice, dove la temperatura va di solito dai 200 ai 250 gradi Celsius, possono scatenarsi centinaia di reazioni chimiche e il caffè acquisisce il suo aroma definitivo.

COME E’ NATA E COSA E’ COFFEE HAT ?

Quell’aroma di caffè e complice un fortunato incontro con una ragazza di Panama, hanno fatto innamorare Lorenzo, il fondatore di Coffee Hat, spingendolo a ricercare i chicchi più rari e pregiati. Sorretto dalla passione per l’enogastronomia di qualità nutrita dall’amico Marco, Lorenzo ha deciso di mettere in piedi una azienda specializzata nella produzione di capsule di caffè di alta qualità, che potesse far conoscere a chiunque le più pregiate e selezionate varietà di caffè.

Il loro punto di partenza è stato Boquete, il comune di Panama alle pendici del vulcano Baru in cui prendono vita alcuni tra i caffè migliori al mondo. Oggi Coffee Hat utilizza non solo caffè provenienti da Panama, ma anche da altri territori, tra cui Cuba, India, Colombia e Brasile.

La filosofia dell’azienda è tutta raccolta nel suo logo: un cappello stile Panama, che ricorda anche la forma delle capsule monodose con cui la Coffee Hat distribuisce i suoi prodotti. Perché l’idea da cui i due soci sono partiti è stata proprio la volontà di coniugare eleganza e praticità, di rendere comodo e prêt-à-porter un caffè di lusso e monorigine.

Se la produzione monovarietale è un concetto ormai diffuso nel mondo del vino – e a cui sta iniziando ad approcciarsi anche quello della pasta – nel caso del caffè se ne parla ancora molto poco. Per Coffee Hat, invece, è un aspetto fondamentale, in modo che ogni caffè sia la piena espressione del proprio terroir, capace di arrivare nelle nostre tazzine attraverso delle capsule compatibili con le più diffuse macchine monodose: Nespresso, Keurig e Dolce Gusto.

CAFFE’ GEISHA : I 5 MOTIVI CHE LO RENDONO IL MIGLIORE CAFFE’ DEL MONDO

Tra i caffè di punta della Coffee Hat c’è sicuramente il caffè Geisha, una delle più preziose varietà di Arabica, vincitore di molti premi a livello internazionale.

Fu scoperta in Etiopia nel 1930 e, quando all’inizio degli anni ’60 fu coltivata per la prima volta a Boquete, trovò proprio a Panama il suo ambiente ideale.

Le 5 caratteristiche che lo rendono così speciale sono :

  • Clima : il range di temperature è costante e fresco per tutto l’anno e questo è il requisito fondamentale per produrre caffè di altissima qualità
  • Altitudine : si trova alle pendici del Vulcano Baru, le piante sono situate tra i 1700 e i 1800 metri di altitudine
  • Terreno : le piante del caffè Geisha vengono coltivate strategicamente tra gli alberi da frutta per fornire la giusta quantità di ombra
  • Non vengono impiegati pesticidi, perchè i frutti degli alberi attirano gli uccelli che mangiano gli insetti
  • Raccolta : le bacche di caffè vengono comunemente raccolte a mano dagli indigeni Ngobe Buglé (esperti raccoglitori di caffè) che raccolgono una ad una le bacche di caffè rosse, quando sono perfettamente mature.

I chicchi sono poi trattati con il metodo lavato e il risultato è :

  • un caffè avvolgente, cremoso e complesso
  • dalle note agrumate e di gelsomino
  • con un finale dolce
  • indicato per : meditazione, occasioni, momenti di relax.

Non vi resta che scegliere il vostro preferito e concedervi una pausa goduriosa!

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